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Vision di LUVIS

Libera Università del Volontariato e dell’Impresa Sociale
(Iniziative di formazione ed interscambio del Volontariato e dell’Impresa Sociale)


LA VISION E IL PROGRAMMA IDEALE 

 

I. La vision di LUVIS è: “Fare di ogni persona un volontario capace di dare aiuto”.

Il fondamento della Vision di LUVIS risiede nell’Art. 4 della Costituzione della Repubblica Italiana (2° comma), che afferma: “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”. È sbagliato quindi considerare il volontariato o il “lavoro sociale” come un di più rispetto agli impegni quotidiani. Esso è un dovere fondativo del carattere di “cittadinanza” di ogni essere umano.
L’aiuto libero e disinteressato è l’espressione migliore della condivisione dei problemi e delle difficoltà sociali, ma va fornito attraverso un minimo di strumenti organizzativi e di competenze, che rendano efficace l’azione solidale.

II. La mission di LUVIS: Il valore dell’esperienza al primo posto.
La “formazione” dei volontari si basa sulle migliori pratiche presenti al suo interno. La riflessione teorica ha un suo valore specifico, ma a nulla serve se è priva di esperienza concreta. Dunque, perLUVIS le esperienze volontarie, individuali e associate, che hanno avuto un effettivo successo, “salgono in cattedra” e producono modelli efficaci per nuovi obiettivi e nuove idee.
In questa luce, fare università per LUVIS significa innanzitutto promuovere una formazione teorico-pratica, utile per tutti i livelli della conoscenza, purché sia derivata dall’esperienza ed applicabile a progetti e realtà sociali definiti.
Ora, sappiamo che soltanto una relazione di apertura e di scambio può condurci alla maggiore conoscenza ed alla felicità personale. Ma questo vale anche per le associazioni e per ogni entità sociale umana. Pertanto bisognerà incentivare la formazione alle relazioni di apertura e di scambio interassociativo.
Questa modalità cooperativa è molto importante soprattutto in quei contesti urbani ed in quei settori dove si lamenta spesso l’individualismo associativo, che porta ogni soggetto a competere con gli altri, non ostante il sistema dell’accesso ai fondi pubblici incentivi il concorso di più associazioni allo stesso progetto.
Pertanto, una buona formazione di base trasversale e un criterio di alleanze di settore sono determinanti per creare una controtendenza all’assurdo che spesso si constata, di un volontariato, prodigo di aiuti per l’esterno, e conflittuale al suo interno.

III. I paletti di LUVIS: siamo d’accordo con tutti, nel comune rispetto dei diritti umani e della varia individualità.
LUVIS che vorrebbe tutti amici e tutte amiche, si trova nel cammino ad avere molti nemici, non in quanto individui umani, ma in quanto esseri che impongono logiche distruttive di libertà e di individualità. Ad esempio, razzismo, dogmatismo, fondamentalismo, sessismo, maschilismo, giustizialismo, fascismo e totalitarismo, sono culture da contrastare a favore di una condizione di libertà e di universalità, di rispetto e valorizzazione reciproci
Tutti gli esseri umani, nei loro vari generi e pulsioni vitali, vanno tutelati come individui assolutamente liberi, irriducibili a “massa”. Essi vanno difesi e rispettati nei confronti delle mode culturali spesso soverchianti e spersonalizzanti, da cui non è immune il volontariato sociale. Particolare importanza sarà attribuita da LUVIS a tutte le proposte formative che hanno l’obiettivo di integrare nella comunità e valorizzare professionalmente i disabili, i diversamente abili e le persone comunque svantaggiate.

IV La docenza: Il corpo docente è costituito  innanzitutto dalle stesse associazioni.
Le associazioni aderenti portano a patrimonio di LUVIS le loro migliori pratiche (best practice) negli ambiti attraversati di fatto dalle loro esperienze.
Corpo docente sono anche i docenti singoli che hanno elaborato approfondimenti teorici sulle pratiche associative nelle varie materie di competenza. Per lo più sono “testimonial”, persone che impegnano se stessi nell’espansione del volontariato individuale e sociale. Le équipe dei formatori potranno essere miste, associando docenti professionisti e già esperti con volontari e testimonial che hanno l’esperienza “sul campo” su cui far riflettere e modellare nuovi comportamenti.

V. Il cosiddetto target: I destinatari di un “bene nobile” come la formazione sono tutti quelli che la richiedono.

L’offerta formativa di LUVIS non è rivolta soltanto alle associazioni del volontariato e dell’impresa sociale, ma a chiunque la richieda. È possibile infatti immaginare che molta professionalità proveniente dal mondo del volontariato e dell’impresa sociale possa e debba integrare i programmi formativi dei dipendenti e manager di aziende, che, ad esempio, vivono al loro interno il problema dell’emarginazione e della svalutazione di grandi risorse umane disponibili.
La proposta di LUVIS dovrà necessariamente coniugarsi con quanto già si promuove da parte di alcuni Centri per il Volontariato ed in alcune Università per la formazione di figure professionali per il settore non profit. Alcuni corsi base potranno essere formulati e “istituzionalizzati” in collaborazione con le Facoltà ad indirizzo psico-socio-umanistico, in modo da essere riconosciuti anche come singole annualità del normali curriculum di studio previsto per la formazione di operatori sociali con titolo universitario pre o post laurea.

VI. Il Consiglio dei Counsellor: Il benessere psicosociale di chi lavora soprattutto per il bene degli altri ci sta a cuore più di tutto.
Un fattore moltiplicatore di benessere di LUVIS sarà garantito da un gruppo già formato di counsellor, esperti nella relazione d’aiuto e nell’equilibrio psicosociale. Il consiglio dei counsellor sarà a disposizione dei soci e delle associazioni aderenti (a fronte di compensi tramite sottoscrizioni concordate), per migliorare le loro relazioni interne e superare conflitti interpersonali, che a volte bloccano l’attività sociale. I counsellor di LUVIS sono counsellor professionali, preparati con almeno 480 ore di corsi specialistici. Le sessioni di aiuto del consiglio non avranno carattere psicoterapeutico, pur potendo esserci al loro interno psicologi e psicoterapeuti, ma saranno esclusivamente di sostegno alle relazioni cooperative che producono benessere psicosociale, e che sono alla base del successo delle associazioni nel perseguimento dei loro obiettivi sociali. Questa visione è sostenuta anche dalla moderna psicoterapia per tutti i casi, sempre maggiori, in cui va posta al centro delle “cure” la relazione stressata e stressante e non il singolo individuo.
Il Consiglio dei Counsellor di LUVIS sarà inoltre impegnato nell’organizzare corsi di formazione per il counselling di base, per tutti quei dirigenti di associazioni, cooperative ed altri soggetti sociali, che hanno il compito di gestire situazioni interpersonali di particolare peso e responsabilità.

A. C. 20/02/08

 

 
 
 

 

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